venerdì 26 febbraio 2010

La notizia buona e quella cattiva

La cattiva notizia è che le mail autopromozionali spedite hanno superato quota 1964, naturalmente sempre con le medesime percentuali di risposta.
La buona è che il cazzaro di Brescia, dovrebbe passarci un lavoretto di impaginazione.
Ho applicato la nuova strategia di marketing; cioè, sarà lui stesso a stabilire il prezzo. Dovrebbe mandarmi il tutto via mail. Sono proprio curioso di sapere quale sarà la sua proposta.

giovedì 25 febbraio 2010

Il prezzo lo fate voi!

Si dice in giro che, per lavorare, bisogna abbassare i prezzi. Chi l'ha fatto, pare se la passi discretamente bene, anzi, lavora a pieno ritmo, festivi compresi.
Che si tratti della solita leggenda metropolitana? Nessuno conosce personalmente questi stakanovisti della grafica, sono sempre amici di amici, o conoscenti alla lontana. Insomma è tutto un "sentito dire", ma niente di concreto. Eppure giornali, depliant e compagnia bella, qualcuno dovrà pur farli, E in giro ce ne sono pure parecchi.
Forse sono io a non aver capito niente. Credevo che qualità e creatività fossero un fattore discriminante, e mi avrebbero posto in una posizione vantaggiosa rispetto ai tanti improvvisati che hanno distrutto questo settore. Invece è tutto il contrario.
Però c'è qualcosa che non mi convince. Per fare questo mestiere occorre una dose di esperienza non indifferente, per non parlare della creatività. Elementi che necessitano di diversi anni per raggiungere la piena maturità. Perché allora sprecare tutto questo tempo e fatica per guadagnare meno di un elettricista, un idraulico o un trasportatore? Che strategia può esserci nel lavorare otto, dieci ore al giorno per portare a casa meno di cento euro lordi?
Comunque i numeri parlano chiaro: se oltre millequattrocento mail non hanno sortito alcun risultato, ci dev'essere qualcos'altro. Infatti non parlo di prezzi o costi orari, ma mi propongo semplicemente come un professionista esperto, con un buon sito e lavori di qualità.
Non avendo niente da perdere, voglio sperimentare qualcosa di nuovo e proporre promozioni degne di un hard discount. La mia idea è molto semplice: offerte speciali, 3x2 e sconti. Cose come per esempio: "A tutti i nuovi clienti sconto speciale del 50% sul primo lavoro commissionato", oppure "Prova la nostra qualità, e il prezzo lo fai tu!", o "Settimana del logo: solo per questa settimana, due logotipi al prezzo di uno!".
Sembra una cazzata, ma se contiamo così poco, tanto vale adottare la strategia di marketing dei formaggini.

mercoledì 24 febbraio 2010

Meglio una zoccola!

Che giornata melensa; ne ho fin sopra i capelli degli ultimi lavori del mafioso pelato.
Se penso che me li ha fatti pure passare come un favore, quando invece è lui che deve soddisfare i suoi miseri traffici levantini, mi monta una rabbia che rischia di farmi esplodere le vene del collo.
Ho bisogno di tempo per pensare a una mia strategia promozionale, tempo per realizzarla, per testarla, e tempo perché comincino ad arrivare i primi risultati. Invece sono qui a correggere bozze su bozze per creativi capricciosi e insolenti che, solo perché hanno speso due lire per un redazionale, pretendono sia impaginato secondo le loro direttive.
Ho sempre detto che un'amante, per quanto zoccola possa essere, non sarebbe mai esasperante, meschina, presuntuosa e vanitosa come l'ultimo dei creativi.
E mi viene da pensare: Se dobbiamo essere sempre più bravi, sempre più creativi, sempre più innovativi e imprevedibili, per quando ancora lo potremo essere? Qual è il limite? Quanto possiamo ancora pretendere da noi stessi prima di impazzire?

martedì 23 febbraio 2010

Do ut des

Ormai è passata più di una settimana da quando ho rifiutato di consegnare i file grafici sorgenti al mafioso pelato. E devo dire che riesce sempre a sorprendermi.
Immaginavo si sarebbe incazzato come un pazzo (e sicuramente sarà successo), ma pensavo anche che un qualche tipo di risposta sarebbe arrivata. Invece niente, silenzio assoluto.
In parte sono soddisfatto: significa che non cedere i file era un mio diritto. Però credevo che avrebbe cercato di contrattare la cosa. Si vede che non ho considerato quanto deve essere profondo l'odio del pelato nei miei confronti. Pur di non darmi un euro, avrà costretto i miei sostituti a fare i salti mortali e, in fondo, me lo sarei dovuto aspettare.
Adesso però mi sento spiazzato: ho ancora due lavori molto importanti (per lui) da consegnare, ma anche un bel po' di soldi da incassare. L'intenzione sarebbe di proporre un do ut des. Cioè, scambiare la chiusura in tipografia con i soldi che devo incassare. Ho chiesto consiglio al quarto avvocato, ma non ha ancora risposto. Se solo qualcuno leggesse questo schifo di blog, potrebbe consigliarmi ma, a quanto pare, i miei argomenti non devono essere molto interessanti.

lunedì 22 febbraio 2010

Cicala o formica?

Forse ho sbagliato qualcosa nell'educazione dei miei figli. Forse ho peccato di ottimismo.
Ho sempre pensato: "Che cazzo! Finché sarà possibile, togliamoci qualche soddisfazione e, quando non potremo più farlo, pazienza, vorrà dire che ci adatteremo".
Così, a natale, i regali sono sempre stati abbondanti per tutti; in vacanza, andare al ristorante non è mai stato un problema e, qualche regalino fuori programma ai bambini, era un piacere che mi concedevo spesso.
Non mi pento di averlo fatto, e non penso che tutto questo abbia viziato i miei figli, perché non è vero. Sono sempre stati meravigliosi, a prescindere da ciò che ricevevano o ciò che facevamo.
I nostri rapporti sono indescrivibili e non cambierei per niente al mondo il piacere di far ridere con qualche battuta divertente il più grande, oppure di tenere accoccolata accanto a me nel lettone la più piccola prima che si prepari per andare a scuola.
Mi domando invece se fosse stato meglio abituarli alle privazioni a cui, se la situazione non cambierà, dovranno abituarsi.
Non immaginavo proprio che il momento di doversi adattare sarebbe arrivato davvero. E poi, questo "godiamocela" non era nemmeno chissà cosa: un paio di settimane in Liguria a natale e pasqua, un mese in appartamento nelle Marche in agosto, qualche regalo ai bambini, qualche libro, film e cd, e qualche euro in più per la spesa.
In vent'anni abbiamo cambiato solo due automobili. La prima era una Nissan Micra e, quando non è più bastata per tutta la famiglia, dopo tredici anni di servizio, è stata sostituita da una Renault Mégane.
Niente di che, insomma. Ci siamo sempre saputi accontentare, felici di ciò che abbiamo guadagnato col nostro lavoro, pagando fino all'ultimo centesimo di tasse.
Ora siamo entrati nell'ordine di idee che finiremo col fare qualunque mestiere (ho sempre avuto il debole del portiere di notte), ma il problema è che nessuno assumerà mai un quasi cinquantenne ciccione e iperteso.