lunedì 19 novembre 2007

Giovani trombette

Roberto Saviano assomiglia in modo impressionante a Mehmed Ali Agca, l’attentatore turco di papa Wojtila, ma con meno capelli. Stesso sguardo sprezzante e al tempo stesso beffardo. Stessa aria da guappo che ti guarda di traverso con le labbra atteggiate a perenne broncino. Provate a fare una ricerca su Google immagini e rimarrete sorpresi.
Assurto a inaspettata notorietà per il suo libro Gomorra, nel quale racconta con passione e puntualità fatti e misfatti della camorra napoletana e, a causa del quale, sembra abbia ricevuto minacce di morte.
Il caso, scoppiato su giornali e telegiornali, lo costringe a muoversi sotto scorta anche se non credo che il pericolo sia davvero così reale. Dal libro è stata tratta anche un’opera teatrale di successo tutta a base di facce truci e di “Ti sparo in faccia!” e presto anche un film.
È fermamente convinto che, al di fuori di Napoli e dei suoi abitanti, in Italia nessuno sappia cosa sia la camorra, dimenticando forse che è proprio il tessuto sociale di Napoli e della Campania che ha permesso alla camorra di vivere e prosperare.
Intendiamoci, penso che Gomorra sia un libro di grande valore sociale e di denuncia, uno spaccato visto dall’interno di chi è costretto a vivere nell’insicurezza quotidiana una terra abbandonata da uno Stato a volte addirittura connivente con la malavita. Onore quindi a un giovane giornalista e scrittore così impegnato nel sociale e così innamorato delle proprie radici e della propria terra.
Quello che mi infastidisce non poco è invece, l’atteggiamento da santone di Saviano. Sempre imbronciato, con lo sguardo truce, la parlata sapientemente dosata tra inflessione dialettale e ostentazione della proprietà di linguaggio. Racconta di cose che, in fondo, tutti sanno da anni. Non creda che ai cittadini italiani nulla importi di mafia, camorra e quant’altro. Non creda di farci la lezioncina con la sua aria da intellettuale consumato. Tutte le apparizioni tv, le interviste, gli articoli, ben presto si esauriranno. L’informazione è una brutta bestia: ha bisogno di carne fresca più spesso di quanto non si creda e, quando il "caso Saviano", il giornalista minacciato dalla camorra, avrà stufato pubblico e intellettuali, Saviano e la camorra torneranno a essere i soliti trenta secondi in cronaca nera.
Caro Saviano, fai bene a intervenire in trasmissioni televisive e scrivere articoli su qualunque giornale per spiegare cos’è la camorra, da dove trae la sua forza e le sue connivenze, ma per favore, non fare il santone, non farci la lezioncina, non atteggiarti a consumato intellettuale da prima linea perché, anche se ciò che racconti è vero, lo stile non è di certo quello di un Hemingway all’italiana, ma piuttosto di un onesto cronista.
Per quanto te ne può fregare, cerca di essere meno antipatico, togliti quell’arietta di superiorità, non fare sempre la faccia da duro nelle fotografie, sorridi ogni tanto e cerca di essere un po’ più ironico, perché, in fondo, malgrado tutto, la vita è bella!

7 commenti:

  1. Sottoscrivo in pieno

    Ed

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  3. No. La vita non è bella. La vita ha SPRAZZI di felicità...è diverso. Non è bella la vita per chi deve convivere con cose e associazioni che detesta. Non è bella la vita se una persona invece di dirti: "hai due palle tante...stai denunciando quello che la maggior parte di noi non denuncerebbe hai tutto il mio sostegno!" invece ti dice "ma togliti quell'aria imbronciata!chi ti senti?". Questa è ottusità...la prova che siamo falsi reazionari e cerchiamo sempre di criticare e trovare il male in chi dimostra di essere migliore di noi (come se qualcuno avesse detto a Lennon: "mi staresti simpatico se non avessi quell'aria da 'figlio dei fiori'!"...oppure "beppe grillo ha ragione ma siccome urla mi sta antipatico!" °_°)Il proprio viso è conformazione, quello che si dice e che si fa è interiore. Inoltre, sinceramente, credo che lui (come noi del resto) abbiamo ben poco di cui ridere...

    Il modesto parere di un altro blogger.

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  4. Vorrei vedere te, se fossi stato minacciato di morte o peggio la tua famiglia e amici e la tua vita fosse blindata, quanto sorridente saresti.....

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  5. Per favore, finiamola con i commenti banali, ipocriti, e conformisti su Saviano. Ho semplicemente detto che riconoscevo il suo lavoro como prezioso e indispensabile, ma che nella sua persona mi pareva di intravvedere anche una nota di vittimismo e protagonismo che in fondo stona un po' in tutto il quadro.
    Ci sono centinaia di persone che si sono opposte a mafia, camorra, ndrangheta eccetera, mettendoci la faccia ogni giorno, offrendosi come agnelli sacrificali sapendo di farlo. Gente che non si è arricchita sfruttando una sfortunata combinazione.
    Caro anonimo, stai tranquillo che se avessi il conto in banca che ha Saviano, sorriderei anche da blindato.
    Andatevi solo a guardare queste liste su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_della_camorra, http://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_della_mafia, http://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_della_%27Ndrangheta): sono le vittime più o meno illustri di mafia camorra e compagnia bella. Sono giornalisti, sindacalisti, negozianti, preti, magistrati che si sono messi in gioco ogni giorno, senza scorte, senza vite blindate, senza faccine imbronciate.
    Se lo comprendete bene, a me non cambia certo la vita, ma d'ora in avanti, censurerò altri commenti così superficiali, ipocriti e conformisti come l'ultimo che è stato pubblicato.

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  6. Caro sono l'anomimo e siccome sono di Napoli, non hai certo bisogno di spiegarmi cosa è la camorra...dato che qui la viviamo tutti i giorni. Saviano il libro non l'ha certo scritto per fare soldi dato che all'inizio si prevedeva soltanto una tiratura limitata. Sciacquati la bocca prima di affermare che "che è proprio il tessuto sociale di Napoli e della Campania che ha permesso alla camorra di vivere e prosperare", come un sapientino sputasentenze che vive nella sua bella Milano senza sapere che il regno Borbonico era il regno più ricco d'Italia e solo lo sfruttamento colonialistico da parte dei Savoia che hanno portato ricchezze e le macchine delle nostre fabbriche al nord e che solo cosi il nord ha prosperato alle spalle del sud...Inoltre il tuo blog l'ho letto tutto da un po' di tempo (sono quasi un tuo fan..) e il professorino con la faccia sempre imbronciata sembri tu e se inviti Saviano a farsi una risata direi che dovresti fartela anche tu. Saviano ha il merito di non far dimenticare a nessuno di voi li (o qui dato che vivo da 2 anni a Milano) che la Camorra non è un fenomeno da baraccone che serve con i suoi 30 secondi di cronaca nera a farvi sentire fortunati (e superiori)a non vivere li come se fosse un problema non vostro. Saviano imbronciato? Ebbene si lo sarei anche io o tu se vivessi come lui...tu hai 2 figli invece secondo te quale donna starebbe con lui diventando automaticamente un bersaglio per la camorra? o gli amici..come farebbero a contattarlo se deve sempre cambiare domicilio o fare una cena senza la scorta o ancora non diventare anche loro bersagli perche la vigliaccheria della camorra esprime il suo massimo nelle vendette trasversali. E peggio sai quanto dolore sta causando involontariamente ai suoi genitori? tutto cio' x denunciare quello che tutti sanno ma nessuno finora se n'è curato a livello globale considerandolo loro un aspetto folkloristico.

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  7. Caro anonimo, malgrado avessi promesso di censurare ulteriori commenti riguardanti Saviano, ho deciso di non farlo.
    Vediamo però se riusciamo a chiudere questo post così delicato e scottante.
    È vero, sono nato a Milano e abito a Milano. Questo non significa che sia una città che mi piaccia particolarmente, ma non credo nemmeno sia una colpa essere nati qui piuttosto che a Helsinki o a Reggio Calabria. E credo avrai capito anche tu che, comunque, non mi piace lo stile di vita milanese e la maggior parte dei fighettini che ci lavorano.
    Non voglio però cadere nella solita trappola di "noi" e "voi" perché mi sembra davvero una cosa stupida. Dici che da qualche tempo anche tu vivi in questa città: ti sarai accorto quindi che mafia e camorra sono problemi che esistono anche al nord. Mi rendo conto che stiamo parlando di realtà completamente diverse, ma non ho mai pensato che mafia e camorra siano qualcosa di folkloristico, e non penso nemmeno che parlarne sia una prerogativa di nascita.
    Avrai anche capito che amo l'Italia e gli italiani tutti, ma non accetto né insulti, né i soliti luoghi comuni che si presentano ogni qual volta qualcuno del nord parla del sud e viceversa. Siamo italiani che esprimono il proprio pensiero, quindi dammi la libertà di poterlo fare.
    Riguardo a Saviano, possiamo chiudere la questione dicendo che, a me personalmente, risulta antipatico? Attenzione, non per ciò che dice, scrive o fa, visto che ho già ripetuto innumerevoli volte che si tratta di persona ammirevole, ma solo per come è. Posso avere almeno questa libertà?
    Detto questo, ti ringrazio per essere un mio quasi fan, non può che farmi piacere. Ti pregherei soltanto di chiudere questo argomento che, tra l'altro, risale a più di tre anni fa.
    E vorrei anche che tu avessi un minimo di rispetto verso chi ti ospita. Non mi piacciono termini come sciacquati la bocca, sapientino sputasentenze o professorino. Io non voglio insegnare niente a nessuno, sono in un mio blog, chi lo vuole leggere è il benvenuto ma si impone l'educazione, e lasciamo perdere cose di duecento anni fa che non c'entrano niente.
    Non facciamo sempre quelli che si scannano a vicenda mentre gli altri ci infilano le mani in tasca e ci rendono sempre più schiavi. D'accordo?

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